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Una selezione di approfondimenti e aggiornamenti curati dai professionisti dello Studio, con uno sguardo attento all’evoluzione del panorama giuridico.

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Licenziamento disciplinare: la Cassazione sulla proporzionalità della sanzione
3 Marzo 2026

Licenziamento disciplinare: la Cassazione sulla proporzionalità della sanzione

Con l’ordinanza n. 3146 del 12 febbraio 2026, la Corte di Cassazione chiarisce i confini del licenziamento disciplinare e del principio di proporzionalità. La Suprema Corte ribadisce che la sanzione espulsiva è legittima solo in presenza di un "notevole inadempimento", imponendo al giudice una valutazione rigorosa del caso concreto alla luce del CCNL applicabile. La pronuncia conferma che l'accertamento della gravità della condotta e della lesione del vincolo fiduciario spetta esclusivamente al giudice di merito, limitando il sindacato di legittimità della Cassazione alla sola coerenza logica e giuridica della decisione.

24 Febbraio 2026

Inidoneità dei locali e rifiuto della prestazione: la tutela contro il licenziamento

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, ha confermato la nullità del licenziamento intimato a una lavoratrice che si era rifiutata di prestare attività in locali inidonei e nocivi per la salute. La Suprema Corte ha chiarito che il rifiuto di svolgere l'attività lavorativa configura un legittimo esercizio dell'eccezione di inadempimento qualora il datore violi l'obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c. In tema di onere della prova, spetta al datore dimostrare l'idoneità dell'ambiente di lavoro, mentre al lavoratore basta allegare il rischio. La decisione ribadisce la natura ritorsiva del recesso basato su assenze provocate dalla stessa condotta datoriale inadempiente.

Licenziamento disciplinare: reintegra per fatti irrilevanti
19 Febbraio 2026

Licenziamento disciplinare: reintegra per fatti irrilevanti

Il Tribunale di Modena, con la sentenza n. 56 del 9 gennaio 2026, ha affrontato il tema del licenziamento disciplinare nelle tutele crescenti, stabilendo un principio fondamentale per la protezione dei lavoratori. La pronuncia chiarisce che la tutela reintegratoria opera non solo nell'ipotesi di inesistenza storica dell'addebito, ma anche quando il fatto contestato risulti privo di rilevanza disciplinare. Nel caso di specie, i contatti informali con la clientela non supportati da esplicite direttive aziendali sono stati giudicati inidonei a fondare un recesso per giusta causa. Il giudice ha dunque accertato un vizio di sostanza, ribadendo che la mancanza di gravità e la mancata prova della proporzionalità della sanzione rispetto all’addebito conducono all'annullamento del licenziamento e al ripristino del rapporto di lavoro. La decisione sottolinea come l'insussistenza del fatto materiale debba essere interpretata in senso giuridico, garantendo la reintegra ogni qualvolta la condotta sia inoffensiva o estranea al perimetro disciplinare definito dal CCNL.

Altri articoli
Mansioni superiori e differenze retributive: la Cassazione ribadisce le regole sull’inquadramento
17 Febbraio 2026

Mansioni superiori e differenze retributive: la Cassazione ribadisce le regole sull’inquadramento

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1212 del 20 gennaio 2026, ha chiarito i presupposti per accertare lo svolgimento di mansioni superiori e le differenze retributive. La pronuncia stabilisce che il giudice non può limitarsi a valutare le attività di fatto, ma deve applicare il procedimento trifasico. Questo iter impone l'individuazione delle qualifiche del contratto collettivo e il rigoroso raffronto con le mansioni esercitate. Senza questo passaggio, si configura la mancata prova del corretto inquadramento. La decisione, rilevante pure in contesti di conciliazione giudiziale post impugnazione del licenziamento, sancisce un accoglimento parziale del ricorso datoriale e ribadisce l'obbligo di un'analisi contrattuale rigorosa a garanzia della certezza del diritto.

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Assegno di divorzio: quando spetta davvero? I chiarimenti della Cassazione sui sacrifici per la famiglia
16 Febbraio 2026

Assegno di divorzio: quando spetta davvero? I chiarimenti della Cassazione sui sacrifici per la famiglia

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 2917 del 9 febbraio 2026, ha cassato una decisione che riconosceva l'assegno divorzile basandosi esclusivamente su proiezioni ipotetiche di squilibrio pensionistico futuro. La Suprema Corte ha ribadito che il riconoscimento dell'assegno presuppone l'accertamento dell'inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge istante e dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive al momento della domanda. Lo squilibrio economico tra gli ex coniugi deve essere una precondizione fattuale attuale, derivante da sacrifici professionali documentati e non da presunzioni generiche legate al lavoro "in nero" o a brevi interruzioni della carriera. La pronuncia rafforza l'onere probatorio in capo al richiedente, il quale deve dimostrare la rinuncia a realistiche occasioni di reddito per favorire la famiglia.

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Carta Docente precari – Cassazione: il diritto al bonus formazione
15 Febbraio 2026

Carta Docente precari – Cassazione: il diritto al bonus formazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023, ha riconosciuto il diritto alla Carta Docente precari per i docenti con supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche. La pronuncia, risolvendo un rinvio pregiudiziale, estende il bonus formazione di 500 euro annui al personale a tempo determinato, eliminando la discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo in linea con i principi eurounitari. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo formativo grava parimenti su tutto il personale docente, rendendo ingiustificata l'esclusione dei supplenti dal beneficio economico. Di particolare rilievo è la conferma della prescrizione decennale per il recupero delle somme non percepite, con termine decorrente dalla data di maturazione del diritto o dall'effettiva possibilità di registrazione al sistema telematico, garantendo così un ampio margine d'azione per i lavoratori interessati.

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Contratto di agenzia: il patto di non concorrenza è valido anche senza un corrispettivo
12 Febbraio 2026

Contratto di agenzia: il patto di non concorrenza è valido anche senza un corrispettivo

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 1226 del 20 gennaio 2026, ha confermato la piena validità del patto di non concorrenza nel contratto di agenzia anche in assenza di uno specifico corrispettivo. Secondo la Suprema Corte, la previsione dell'indennità contenuta nell'articolo 1751-bis c.c. non è presidiata da una sanzione di nullità e deve pertanto ritenersi derogabile dall'autonomia delle parti. La decisione sottolinea che il sacrificio professionale richiesto all'agente può trovare giustificazione nel complessivo equilibrio economico del rapporto di agenzia, piuttosto che in una singola controprestazione monetaria. La pronuncia stabilizza l'orientamento giurisprudenziale favorevole alla libertà contrattuale delle imprese, pur lasciando spazio a riflessioni sulla tenuta causale di accordi eccessivamente gravosi per i professionisti privi di indennizzo.

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Domanda risarcitoria dei familiari delle “vittime del Covid”: la Cassazione sulla giurisdizione
29 Gennaio 2026

Domanda risarcitoria dei familiari delle “vittime del Covid”: la Cassazione sulla giurisdizione

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 1952 del 29 gennaio 2026, hanno affrontato il delicato tema della giurisdizione in merito alla pandemia da Covid-19 e alla presunta inadeguata gestione e organizzazione del S.S.N. La Suprema Corte ha stabilito che la domanda risarcitoria dei familiari delle “vittime del Covid” nei confronti della P.A. rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. Il principio espresso chiarisce che il sindacato sulla responsabilità della Pubblica Amministrazione investe le modalità di esercizio del potere pubblico, pur nei limiti della buona fede. Questa decisione comporta che i giudizi già avviati dinanzi al Tribunale civile dovranno essere riassunti davanti al TAR competente, delineando un confine netto tra le sfere di competenza giudiziaria nelle controversie legate alla gestione emergenziale sanitaria.

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Mediatore immobiliare: provvigione dovuta anche dopo la scadenza dell'incarico
24 Gennaio 2026

Mediatore immobiliare: provvigione dovuta anche dopo la scadenza dell'incarico

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 9428 del 9 dicembre 2025, ha accolto la domanda di una società di mediazione immobiliare, riconoscendo il diritto alla provvigione anche se la compravendita è stata stipulata dopo la scadenza del mandato e con l'intervento di un diverso intermediario. La pronuncia applica rigorosamente il principio della causalità adeguata ex art. 1755 c.c., stabilendo che il diritto al compenso sorge quando l'attività del mediatore, pur limitata alla messa in contatto o alla fornitura di informazioni essenziali, costituisce l'antecedente indispensabile per la conclusione dell'affare. Il giudice ha ritenuto che la stipula del rogito a breve distanza dalla scadenza dell'incarico e alle medesime condizioni economiche provi la continuità del nesso causale, condannando la parte venditrice al pagamento integrale delle spettanze pattuite.

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Il conflitto tra ipoteca e sequestro penale: la parola alle Sezioni Unite
16 Gennaio 2026

Il conflitto tra ipoteca e sequestro penale: la parola alle Sezioni Unite

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34681 del 29 dicembre 2025, hanno risolto il contrasto riguardante il conflitto tra ipoteca volontaria e privilegio speciale immobiliare derivante da sequestro penale ai sensi dell’art. 316, comma 4, c.p.p.. La Corte ha stabilito che, data la natura trascrizionale del privilegio penale, non si applica la prevalenza assoluta prevista dall’art. 2748 c.c., bensì il principio della priorità temporale. Pertanto, il credito assistito da ipoteca volontaria deve essere soddisfatto con preferenza rispetto al credito risarcitorio da reato se l’ipoteca risulta iscritta anteriormente alla trascrizione del sequestro. Tale decisione conferma l'orientamento già espresso per il contratto preliminare, rafforzando la certezza del diritto e la stabilità delle garanzie ipotecarie a favore degli istituti di credito nel quadro di procedure esecutive concorrenti.

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Capitalizzazione degli interessi: il rigore formale della Cassazione sulla pattuizione scritta
6 Gennaio 2026

Capitalizzazione degli interessi: il rigore formale della Cassazione sulla pattuizione scritta

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27460 del 14 ottobre 2025 , ha riaffermato l'invalidità dell'anatocismo bancario e validità della capitalizzazione degli interessi per i contratti stipulati prima del 2000 in assenza di una specifica pattuizione scritta. La pronuncia sancisce che la banca non può avvalersi della modifica unilaterale delle condizioni contrattuali per introdurre la capitalizzazione periodica, poiché tale modifica risulta intrinsecamente peggiorativa rispetto alla nullità delle clausole precedenti. Il provvedimento affronta inoltre il complesso tema della prescrizione decennale nell'azione di ripetizione di indebito, ponendo in capo all'istituto di credito l'onere di provare la natura solutoria delle rimesse contestate.

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Congedo straordinario e convivenza: la Corte Costituzionale estende la tutela
5 Gennaio 2026

Congedo straordinario e convivenza: la Corte Costituzionale estende la tutela

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 197 del 23 dicembre 2025, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151/2001, estendendo il diritto al congedo straordinario per assistere il convivente disabile anche ai periodi antecedenti alla riforma del 2022. La decisione si fonda sulla necessità di tutelare il diritto alla salute e all'assistenza del disabile grave all'interno della propria comunità di vita, indipendentemente dalla presenza di un vincolo matrimoniale. Valorizzando il ruolo del convivente di fatto come caregiver familiare, la Consulta ha equiparato la famiglia di fatto a quella fondata sul matrimonio ai fini della fruizione del congedo biennale retribuito. Tale pronuncia apre la strada al riconoscimento di indennità pregresse per numerosi lavoratori, consolidando un modello di welfare inclusivo e rispettoso delle diverse formazioni sociali protette dagli artt. 2 e 3 della Costituzione.

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