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Una selezione di approfondimenti e aggiornamenti curati dai professionisti dello Studio, con uno sguardo attento all’evoluzione del panorama giuridico.

In evidenza
28 Settembre 2026

Contatore manomesso: la Cassazione conferma il ricalcolo

La Corte di Cassazione, Sezione III Civile, con l'ordinanza n. 25865 del 27 settembre 2026, conferma la legittimità del ricalcolo presuntivo dei consumi elettrici operato dal distributore quando i dati del contatore risultino inattendibili a causa di manomissione. La pronuncia ribadisce che il criterio della potenza tecnicamente prelevabile non è arbitrario e che l'utente, per contestare la ricostruzione, non può limitarsi a proporre un conteggio alternativo, dovendo provare l'illogicità del percorso seguito dal giudice di merito. La Corte ha comunque cassato con rinvio la sentenza d'appello per un vizio procedurale, relativo alla condanna al pagamento pronunciata in assenza di un'espressa domanda del distributore in tal senso.

Concessioni balneari per attività turistico-ricreative e procedure di gara
16 Settembre 2026

Concessioni balneari: il Consiglio di Stato sul termine del 2027 e sull'indennizzo al concessionario uscente

Il Consiglio di Stato, Sezione Settima, con la sentenza n. 6539 del 18 agosto 2026, interviene sui due nodi che governano il passaggio delle concessioni demaniali marittime all'evidenza pubblica. La pronuncia chiarisce che il termine del 30 settembre 2027 rileva «solo ed esclusivamente come limite massimo di estensione» delle concessioni in essere: ha natura acceleratoria e non dilatoria, sicché il Comune che abbia già concluso la gara può assegnare il titolo prima di quella data. La decisione precisa inoltre che l'indennizzo per gli investimenti non ammortizzati non costituisce un diritto automatico, ma una posizione «meramente eventuale», subordinata alla prova dei suoi presupposti a carico del concessionario uscente.

4 Settembre 2026

Debiti con il datore di lavoro e rinuncia allo stipendio: cosa stabilisce la Cassazione

La recente ordinanza n. 24617 del 12 agosto 2026 della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, interviene in modo decisivo sul tema della compensazione tra un debito del lavoratore e le retribuzioni future. La pronuncia chiarisce i confini di validità del pactum de compensando, confermando la possibilità per il datore di lavoro di recuperare somme illecitamente sottratte trattenendo lo stipendio. La decisione assume una notevole rilevanza pratica per le imprese e i professionisti chiamati a gestire criticità finanziarie derivanti da condotte infedeli dei dipendenti.

Altri articoli
Licenziamento illegittimo senza contestazione disciplinare
10 Agosto 2026

Licenziamento illegittimo senza contestazione disciplinare

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulle garanzie procedurali poste a tutela del lavoratore nei recessi per motivi disciplinari. Con l'ordinanza n. 24378 del 2 agosto 2026, i giudici di legittimità hanno chiarito che il licenziamento irrogato in totale assenza di contestazione disciplinare equivale all'insussistenza del fatto addebitato, comportando il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e al risarcimento del danno. La decisione individua un presidio fondamentale per i lavoratori subordinati, ribadendo l'inderogabilità delle tutele procedurali stabilite dallo Statuto dei Lavoratori.

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Assente alla visita medica di controllo: quando il licenziamento è illegittimo
27 Luglio 2026

Assente alla visita medica di controllo: quando il licenziamento è illegittimo

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 22621 del 2 luglio 2026, ha confermato l'illegittimità del licenziamento intimato per irreperibilità alla visita fiscale quando il verbale del medico di controllo contiene espressioni ambigue. La pronuncia chiarisce che le diciture equivoche, come "sconosciuto/irreperibile", costituiscono una sintesi valutativa priva di fede privilegiata e possono essere contestate senza querela di falso. 

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14 Luglio 2026

Ferie docenti supplenti: la Cassazione sull'indennità sostitutiva

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 16525 del 27 maggio 2026, ha enunciato principi di diritto in materia di ferie dei docenti a tempo determinato. La pronuncia chiarisce che al personale supplente spetta l'indennità sostitutiva nei limiti della differenza tra i giorni di ferie maturati e quelli di sospensione delle lezioni definiti dai calendari regionali, durante i quali la fruizione è consentita ex lege senza necessità di avviso del dirigente scolastico. L'obbligo informativo del dirigente resta operante per il periodo tra la fine delle lezioni e il 30 giugno. Analoga disciplina si applica ai riposi ex lege n. 937/1977.

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Ambiente di lavoro stressante: quando spetta il risarcimento ex art. 2087 c.c.
4 Luglio 2026

Ambiente di lavoro stressante: quando spetta il risarcimento ex art. 2087 c.c.

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20005 del 15 giugno 2026, ha chiarito che il dovere di protezione ex art. 2087 c.c. impone al datore di lavoro di garantire la salute psicofisica del dipendente al di là dei confini del mobbing. Il risarcimento del danno è dovuto anche per comportamenti datoriali che, pur non essendo persecutori o sistematici, generino un ambiente di lavoro stressante e logorante. La pronuncia ribadisce che spetta all'azienda dimostrare di aver adottato ogni cautela necessaria per prevenire il disagio, sollevando il lavoratore dall'obbligo di provare la violazione di specifiche norme tecniche. L'accertamento del danno non patrimoniale prescinde quindi da schemi rigidi, concentrandosi sull'effettiva lesione della serenità professionale del prestatore.

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Clienti dirottati alla concorrenza: quando il dipendente deve risarcire il datore di lavoro
25 Giugno 2026

Clienti dirottati alla concorrenza: quando il dipendente deve risarcire il datore di lavoro

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16300 del 26 maggio 2026, definisce con precisione i confini dell'obbligo di fedeltà che grava sul dipendente. I giudici di legittimità chiariscono che lo sviamento della clientela attuato in costanza di rapporto configura una violazione contrattuale autonoma, superando la necessità di ravvisare una concorrenza sleale. 

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Il licenziamento via e-mail è valido: la conferma della Cassazione
3 Giugno 2026

Il licenziamento via e-mail è valido: la conferma della Cassazione

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l'ordinanza n. 13731 dell'11 maggio 2026, ha confermato la validità del recesso intimato tramite posta elettronica ordinaria. La pronuncia chiarisce che tale modalità di comunicazione configura un licenziamento legittimo, in quanto risulta pienamente idonea ad assolvere il requisito della forma scritta previsto dall'art. 2 della L. 604/1966. Ai fini dell'efficacia dell'atto, il datore di lavoro deve esclusivamente fornire la prova oggettiva dell'avvenuta ricezione del messaggio da parte del destinatario. La decisione adegua le prassi giuslavoristiche alle attuali dinamiche aziendali, ribadendo che l'impiego dei canali digitali è valido e vincolante, con rilevanti ricadute operative per l'intera organizzazione d'impresa.

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1 Maggio 2026

Indennizzo vaccinale: la Cassazione sul nesso causale

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 10741 del 23 aprile 2026, interviene in materia di indennizzo vaccinale chiarendo i parametri di accertamento del nesso causale tra la profilassi e l'insorgenza di una patologia permanente. La pronuncia stabilisce che, ai fini della Legge 210/1992, non è necessaria la certezza scientifica assoluta, essendo sufficiente il criterio probabilistico del "più probabile che non". Valorizzando la cronologia degli eventi e l'esclusione di cause alternative, la Suprema Corte tutela il diritto del danneggiato al ristoro anche in assenza di evidenze epidemiologiche univoche. La decisione rappresenta un importante precedente , delineando una struttura della prova più aderente alla realtà clinica dei pazienti e meno vincolata a rigide astrazioni statistiche, favorendo così una tutela effettiva della salute individuale nel contesto delle campagne vaccinali.

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19 Aprile 2026

Danni da filler e manleva medica: Sentenza n.1099/2025 della Corte d'Appello di Firenze

La Corte d’Appello di Firenze, con la sentenza n. 1099 del 10 giugno 2025, ha fornito importanti chiarimenti sulla responsabilità medica e sull’obbligo di manleva assicurativa in caso di danni da filler. La decisione stabilisce che l'assicuratore deve tenere indenne il sanitario non solo per il risarcimento dovuto alla paziente (al netto della franchigia), ma anche per le spese di soccombenza. Un punto centrale riguarda la distinzione tra tali oneri e le spese di resistenza ex art. 1917, comma 3, c.c., confermando il diritto del medico al rimborso dei costi di difesa legale sostenuti per contrastare la richiesta risarcitoria. Il provvedimento rappresenta un riferimento significativo per la medicina estetica, ribadendo che la tutela assicurativa deve coprire integralmente le conseguenze processuali del sinistro, garantendo la protezione del patrimonio del professionista.

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Responsabilità medica: il Tribunale di Roma sulle infezioni nosocomiali
7 Aprile 2026

Responsabilità medica: il Tribunale di Roma sulle infezioni nosocomiali

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 3386 del 5 marzo 2026, ha affrontato il tema della responsabilità medica in relazione alle infezioni nosocomiali contratte durante la degenza. La pronuncia chiarisce che l’onere della prova grava in primis sul paziente per quanto concerne il nesso causale tra ricovero e infezione, ma trasla sulla struttura sanitaria la necessità di dimostrare l’adozione diligente di tutti i protocolli di prevenzione e sanificazione. La decisione sottolinea che una difesa generica basata sull'inevitabilità del rischio infettivo è insufficiente: l'ospedale deve fornire prove documentali rigorose circa la sterilità degli ambienti e dei presidi medici per andare esente da responsabilità. Tale orientamento rafforza l’obbligo di risk management e impone una gestione documentale analitica delle procedure di igiene ospedaliera per prevenire il risarcimento del danno.

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